“There must be something going on in Europe… beside a nervous breakdown!”

Mr Powers

From: Foreign Correspondent – 1940

Yesterday was “the day”. During the weekend, while protests against anti-crisis remedies spread round Spain giving a preview of what could happen here within a few months or weeks, Italian media warned about the coming “black Monday”… and the “black Monday” has come: European Stock Markets crashed and the spread between Italian (but also Spanish) bonds and German bonds widened (once again). Then, on Monday evening, something unexpected happened: Moody’s changed its outlook for Germany’s credit rating to negative (that happened also for The Netherlands and Luxembourg), the first step toward a possible downgrade and that made of Tuesday a bad day in Stock Markets too. Who knows if this new situation will change something in what appears to be a sort of a Germany’s passive-aggressive attitude? Recently, while many economic analysts were predicting a speculators’ attack against Italy and Spain in August, Germany announced for instance that the so called Anti-spread shield (measures to limit the credit spread between European bonds, that Germany had never wanted) approval will be discussed in September. This attitude produced a resentful reaction from Mario Monti (the always sober Italian Prime Minister) and awoke a certain anti-German spirit (even the multimillionaire Formula One pilot Fernado Alonso, who’s not starving for the crisis I suppose, declared on Sunday that  winning in Germany being a Spanish who drives an Italian car -Ferrari- was great. Not a nice thing). And that’s not the only dreadful signal of a collision between different European Countries. Today took place a colossal “misunderstanding” involving Spain France and Italy about a supposed joined initiative against the spread (announced from Spain and denied from France and Italy). Not so long time ago, the general idea was that thanks to the European Union, the Euro and the elimination of internal borders controls a new Europe free from nationalism, a cohesive community made of different Countries, could be possible. Unfortunately the never ending crisis, things like the use of indecent acronyms to talk about the most vulnerable Countries (maybe at some point someone thought that to call them PIGS was funny, but that thing simply offends the dignity of people facing a very difficult situation), all the discussions about whether the Mediterranean Countries are (economically speaking) virtuous or not and the lack of attention to those real problems that ineffective rescue remedies imposed to solve the crisis are causing to real people, all those things and many others are destroying the idea itself of the European Union. That’s not only sad, it’s also something to be scared of.

“Deve pur stare accadendo qualcosa in Europa… a parte una crisi di nervi!”

Mr Powers

Da: Il prigioniero di Amsterdam (Corrispondente 17) – 1940

Ieri era “il giorno”. Per tutto il fine settimana, mentre le proteste nelle piazze spagnole ci offrivano un’anticipazione di cosa potrebbe accadere anche qui tra qualche mese o settimana, Tv e carta stampata ci avvertivano dell’arrivo del “lunedì nero”… e il “lunedì nero”, puntuale, è arrivato: i mercati Europei sono crollati e lo Spread (BTP/BUND ma anche BONOS/BUND) è salito alle stelle. Poi in serata l’imprevedibile è accaduto: l’agenzia di rating Moody’s ha abbassato l’outlook sul credito Tedesco (come su quelli di Olanda e Lussemburgo) da stabile a negativo, possibile preludio ad una perdita del massimo rating, la famosa tripla A. Così il martedì non è stato migliore del lunedì per i mercati. Chissà se questo nuovo evento cambierà qualcosa in quello che appare come una sorta di atteggiamento passivo-aggressivo della Germania, che di fronte alla minaccia di attacchi speculativi a Italia e Spagna nel mese d’agosto ha deciso di discutere l’approvazione del cosiddetto scudo anti spread (che non ha mai voluto) solo a metà settembre provocando reazioni stizzite persino nel sempre pacato Monti e risvegliando un certo spirito anti-tedesco (anche Fernando Alonso, multimilionario pilota di Formula Uno che non credo patisca la fame causa crisi, si è detto felice, da Spagnolo che corre su una macchina Italiana, di aver vinto proprio in Germania dando un dispiacere ai tedeschi e non è un buon segno). E questo non è il solo preoccupante segnale di collisione tra i Paesi dell’Unione. Oggi un colossale “fraintendimento” riguardo un’iniziativa per richiedere l’applicazione immediata proprio dello scudo anti-spread ha coinvolto Spagna (la proponente, a quanto pare) Italia e Francia (che hanno smentito ogni coinvolgimento). Fino a non molto tempo fa si pensava (o forse si sperava soltanto e con poca convinzione) che l’Unione Europea, la moneta unica e la libertà (relativa) di circolazione sul territorio dei paesi membri potessero cancellare o attenuare i nazionalismi e creare un’Europa unita e solidale. Purtroppo questa crisi di cui non si intravede la fine, cose come l’uso di sigle indecenti per contrassegnare i paesi più economicamente fragili (forse chi ha inventato l’acronimo PIGS – maiali – avrà pure pensato che fosse una trovata spiritosa, ma offende la dignità di chi si trova in una situazione difficile), gli infiniti discorsi su quanto siano più o meno virtuosi i Paesi Mediterranei e la totale noncuranza per i problemi che gli inefficaci rimedi alla crisi causano alle persone reali, stanno a poco a poco distruggendo l’idea stessa di Unione Europea e questo non è solo un peccato, fa anche un po’ paura.

2 responses »

  1. It's only P! says:

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