the shop 1940

The shop around the corner (Scrivimi fermo posta) – USA 1940

Directed by: Ernst Lubitsch

Starring: James Stewart; Margaret Sullavan; Frank Morgan; Felix Bressart.

People seldom got to the trouble of scratching the surface of thing to find the inner truth. 

Well, after all we survived the Mayan apocalypse, now we only have to survive Christmas. If you ain’t got a personal angel to cheer you up reminding you all the good actions you’ve done in life (save children from death, a poor girl from permanent spinsterhood, redeem an almost lost girls, save an whole town from bankruptcy…) or if you’ve never done any good action, a Christmas movie may be very depressing. But there’s a solution for your troubles… you may watch my favourite Christmas movie: “The shop around the corner”.

The Shop Around the Corner

The Shop Around the Corner (Photo credit: Wikipedia)

In this 1940 film there’s snow and it’s almost Christmas, but there are no angels, no bells, no children, no animals, no heroic little women, no family gatherings… it’s a delightful romantic comedy and it’s directed by Ernst Lubitsch even though, to be true, this is the most unusually unglamorous among his films.

“The shop around the corner” is based on the play “Parfumerie” written in 1937 by the Hungarian-born playwright Miklόs Lászlό and for once ain’t set in Lubitschland among aristocrats, beautiful ladies elegantly dressed and charming scoundrels. It’s set instead in Budapest, (almost exclusively) between the exterior and interior walls of Matuscheck and company a leathers-goods shop, and tells a story of the ordinary people working there, whose main preoccupation, though it’s almost Christmas, is to hold down their job in times of economic crisis, especially now that Mr Matuscheck (Frank Morgan) is in a strange mood, dealing with jealousy, depression and a wife who refuse to age. Flora and Ilona, always diligent and kind, Peppi (William Tracy), the ambitious errand boy, Vadas (Joseph Schildkraut), a two-faced mellifluous womanizer, Pirovitch (Felix Bressart), a kindly family man, Alfred Kralik (James Stewart), the oldest employee and aspiring manager at Matuscheck, and even Klara Novak (Margaret Sullavan), the newest employee, all of them are always afraid to tell the wrong thing to the boss and lose their job but they have dreams too. Alfred and Klara argue all the time ignoring that they got something in common: they both want more, they both aspire to a romance-like life and are trying to find someone to love but neither of them can scratch the surface of conventions and discover the true nature of people around them and above all neither of them understand that each is the other’s secret pen-pal sweetheart…

English: Cropped screenshot of Ernst Lubitsch ...

Ernst Lubitsch (Photo credit: Wikipedia)

Lubitsch was fond of this project. As he told at the film’s première at Radio City Music Hall in New York (25 January 1940), he had known such a little shop: it was his father’s tailoring shop in Berlin, where he worked when he was young. Lubitsch, thinking that he could make out of it a little film with some charm, purchased the rights to Lászlό’s play in 1938 and postponed the shooting till Margaret Sullavan and James Stewart (so right to play Alfred Kralik being the antithesis of the old-times matinée idols) were both available, shooting in the meanwhile “Ninotchka” the 1939 film launched with the slogan “Garbo laughs!”. The “little film”, shot “in sequence” in only 28 days, turned out to be a success and even today its story deals with topical issues: if you replace an anonymous mail-box with social networks (Nora Ephron tried something with the 1998 “You got mail” but, sorry, I still prefer Lubitsch’s!), you’ll easily see that very little has changed, 72 years after we are living a never ending economic crisis. But what really makes this film unique, and the reason why you should watch it once again, is how Lubitsch describes this group of people struggling to survive in hard times but not ready to give up their dreams and how he reminds us that if we want to discover something special in other people we should only take the trouble to scratch their surface. Even when there are no angels to help us.

A few  related (Christmas-free) films  you could also like (a click on titles to watch a clip or trailer):

What scoundrels man are! – USA 1932 Directed by: Mario Camerini. Starring: vittorio De Sica; Lia Franca.

She married he bossUSA 1935 Directed by: Gregory La Cava. Starring: Claudette Colbert; Melvin Douglas; Edith Fellows.

Modern times – USA 1936 Directed by: Charlie Chaplin. Starring: Charlie Chaplin; Paulette Goddard.

Bluebeard’s Heighth Wife – USA 1938 Directed by: Ernst Lubitsch. Starring: Claudette Colbert; Gary Cooper; Edward Everett Horton.

The women – USA 1939 Directed by: George Cukor. Starring: Norma Shearer; Joan Crawford; Rosalind Russell; Joan Fontaine; Paulette Goddard; Mary Boland.

Mr & Mrs Smith – USA 1941 Directed by: Alfred Hitchcock. Starring: Carole Lombard; Robert Montgomery.

84, Charing Cross Road – UK/USA 1987 Directed by: David Hugh Jones. Starring: Anthony Hopkins; Anne Bancroft.

pellicola2

La gente gratta di rado la superficie per vedere quello che c’è sotto.

 Bene, siamo sopravvissuti alle profezie dei Maya, ora dobbiamo solamente sopravvivere al Natale. Se non avete un angelo personale per tiravi su ricordandovi tutte le buone azioni che avete compiuto nella vita (come ad esempio salvare bambini dalla morte e giovani donne dal perpetuo zitellaggio, redimere ragazze quasi perdute o salvare un intero paesino dalla bancarotta), oppure non avete mai compiuto buone azioni, guardare un film di natale potrebbe essere un’esperienza decisamente deprimente. Ma c’è una soluzione ai vostri problemi. Potete guardare il mio film di Natale preferito: “Scrivimi fermo posta”.

In questo film del 1940 c’è la neve ed è quasi Natale ma non troverete angeli, campane, bambini, animali, eroiche piccole donne, e nemmeno riunioni di famiglia… questa è semplicemente una deliziosa commedia romantica e poi è diretta da Ernst Lubitsch anche se a dire il vero, questo è il più insolitamente “dimesso” tra i suoi film.

Cropped screenshot of James Stewart and Margar...

James Stewart and Margaret Sullavan in “The Shop Around the Corner” (Photo credit: Wikipedia)

“Scrivimi fermo posta” è tratto dalla commedia del 1937 “Parfumerie” dell’autore di origine Ungherese Miklόs Lászlό ed è una storia che per una volta non si svolge a Lubitschlandia, tra aristocratici, signore elegantemente vestite e affascinanti imbroglioni. Si svolge invece a Budapest quasi sempre davanti alle vetrine o all’interno del negozio di pelletteria e regali (il “negozio dietro l’angolo” del titolo originale) Matuscheck, tra gente comune che anche alla vigilia di Natale è soprattutto occupata a sbarcare il lunario in un periodo di crisi economica, cercando di non perdere il lavoro specialmente ora che il signor Matuscheck (Frank Morgan) si comporta in modo strano perché, causa moglie che “rifiuta di invecchiare” con lui, sta scivolando dalla gelosia alla depressione. Flora e Ilona, commesse diligenti e gentili, Peppi (William Tracy), ambizioso ragazzo delle consegne che vorrebbe far carriera, Vadas (Joseph Schildkraut), mellifluo playboy di cui è meglio non fidarsi, Pirovitch (Felix Bressart), commesso che “tiene famiglia”, Alfred Kralik (James Stewart) il giovane commesso anziano che vorrebbe diventare direttore, e persino Klara Novak (Margaret Sullavan), l’ultima arrivata, tutti cercano soprattutto di non irritare il capo dicendo qualche parola fuori posto, ma hanno anche dei sogni. Alfred e Klara poi litigano in continuazione ma non sanno di avere qualcosa in comune: entrambi vorrebbero di più dalla vita ed entrambi vorrebbero vivere una vita romantica come quelle che si trovano nei libri e sono in cerca del vero amore, eppure non riescono a capire la vera natura delle persone che hanno vicino, non riescono a grattare la superficie, e così non si rendono conto che da tempo ormai corrispondono tra loro in forma anonima inviando lettere sempre più romantiche ad un indirizzo del fermo posta…

Greta Garbo, "Ninotchka", 1939

Greta Garbo and Lubitsch, on the set of “Ninotchka”, 1939 (Photo credit: thefoxling)

Questo è un film a cui Lubitsch teneva molto. Come aveva raccontato alla prima del film, che si era tenuta al Radio City Mucic Hall di New Yok il 25 Gennaio del 1940, sapeva cosa succedeva in un negozio come quello di Matuscheck: da giovane infatti aveva lavorato nella sartoria del padre a Berlino. Lubitsch, pensando di poterne tirar fuori un piccolo affascinate film, aveva acquistato i diritti sulla commedia di Lászlό fin dal 1938 e aveva scelto come interpreti i poco appariscenti Margaret Sullavan e James Stewart (così adatto per il ruolo di Alfred Kralik, lui che era l’antitesi dei cosiddetti “idoli delle matinée”, gli attori bellocci dalle maniere soavi). Pur di lavorare proprio con loro, aveva rimandato di diversi mesi la lavorazione realizzando nel frattempo “Ninotchka” il film del 1939 lanciato col famoso slogan “La Garbo ride!”. Il “piccolo film”, girato “in sequenza” in soli 28 giorni, fu un successo, che ancora oggi è attuale: basta sostituire l’anonimato della corrispondenza al fermo posta con quello garantito dai social network (nel 1998 ci ha provato Nora Ephron ad attualizzare la storia con “C’è post@ per te”, ma io preferisco Lubitsch!) per rendersi conto che non molto è cambiato in 72 anni, il quadro sociale con la crisi e la paura costante per il futuro è più o meno lo stesso. Quello che però rende unico questo film e che dovrebbe farvi venire voglia di riscoprirlo, è il modo in cui Lubitsch è riuscito a descrivere questo gruppo di persone sempre in lotta per sopravvivere ma non disposte a rinunciare per questo ai loro sogni ricordandoci anche che per trovare qualcosa di straordinario nelle persone che ci circondano a volte basterebbe semplicemente prenderci il disturbo di grattarne un po’ la superficie. Una cosa che possiamo fare anche senza l’intervento di un angelo.

Alcuni film collegati (che non hanno a che fare col natale) che potrebbero piacervi (cliccate sui titoli e guardate una scena o il trailer):

Gli uomini, che mascalzoni! – USA 1932 Directed by: Mario Camerini. Starring: vittorio De Sica; Lia Franca.

Voglio essere amataUSA 1935 Directed by: Gregory La Cava. Starring: Claudette Colbert; Melvin Douglas; Edith Fellows.

Tempi Moderni – USA 1936 Directed by: Charlie Chaplin. Starring: Charlie Chaplin; Paulette Goddard.

L’ottava moglie di Barbablu – USA 1938 Directed by: Ernst Lubitsch. Starring: Claudette Colbert; Gary Cooper; Edward Everett Horton.

Donne – USA 1939 Directed by: George Cukor. Starring: Norma Shearer; Joan Crawford; Rosalind Russell; Joan Fontaine; Paulette Goddard; Mary Boland.

Il signore e la signora Smith – USA 1941 Directed by: Alfred Hitchcock. Starring: Carole Lombard; Robert Montgomery.

84, Charing Cross Road – UK/USA 1987 Directed by: David Hugh Jones. Starring: Anthony Hopkins; Anne Bancroft.

About Ella V

I love old movies, rock music, books, art... I'm intrested in politics. I adore cats. I knit...

4 responses »

  1. This is seriously one of my favorite movies!

    • Grab bel film Ella, come molto del cinema del grandissimo Lubitsch. Lo vidi molti anni fa nel doppiaggio italiano dell’epoca curiosissimo e un po’ buffo perché affidato a voci evidentemente italoamericane! Poi l’ho goduto appieno qualche anno dopo in lingua originale, che è come si dovrebbero vedere tutti i film! Complimenti per la tua scelta, per il tuo blog e per la bella attività a maglia che operi. Spero vedere a breve (sempre se non l’hai già fatto, ho solo sbirciato il tuo blog) una scheda su “To be or not to be” il mio film preferito di Lubitsch. Grazie per il tuo I like al mio blog!

      • Ella V says:

        Grazie a te. Concordo in pieno sul vedere i film in lingua originale, cosa che mi è stata utile anche per imparare (più o meno) l’inglese. Lubitsch è uno dei registi che preferisco (tra i suoi film i miei preferiti sono Trouble in Paradise e Design for living), non ho ancora parlato di “To be or not to be”, ma prima o poi lo farò anche perchè è l’ultimo film di Carole Lombard che è un’attrice che mi piace molto.

  2. […] My weekend movie: The shop around the corner (1940) (knittednotes.wordpress.com) […]

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