She married her boss (Voglio essere amata) – USA 1935

Directed by: Gregory La Cava

Starring: Claudette Colbert; Melvyn Douglas; Edith Fellows; Jean Dixon.

Beware of your dreams: they may come true!

“She married her boss”, comedy directed in 1935 by Gregory La Cava, tells, as its title suggests,  the story of the super-efficient secretary Julia Scott (Claudette Colbert) secretly in love for six long years with her boss Richard Barclay (Melvyn Douglas), owner and manager of the famous Barclay Department Store in New York, who finally take the initiative and succeeds in marrying him. But reality ain’t always sweet like dreams, especially when you must live with the Barclays…

She Married Her Boss

She Married Her Boss (Photo credit: Wikipedia)

But this quick résumé can give you a mistaken impression. La Cava was a women’s director, like Cukor, and many of his films were built around strong feminine characters. In fact Julia ain’t a silly girl with her head in the clouds, we are in 1930’s in the heat of the Great depression , she’s a serious and respected worker (nothing to do with those secretaries in 1950’s movies arriving earlier to work because their boss complained about their “punctuation”) and Claudette Colbert, one of the most succesfull (and paid!) actresses of her generation, well-know for being in control of her own career, was the right actress to play her. Julia practically runs the business and proves that all the qualities that makes her a good secretary could also make her a good wife the day when with an excuse she succeed in entering for the first time in the Barclay’s House and reorganizes it spanking poor Richard’s spoilt child Annabel, sacking the desloyal servants and turning Richard’s sister Gertrude into her worst enemy. This way, and menacing to leave her job and go to Paris instigated  by her friend Martha Pryor (Jean Dixon), she gain her boss’ love. But he can’t stand the new frivolous Julia and would be happy if only he could have back his old secretary .

Cropped screenshot of Claudette Colbert from t...

Claudette Colbert (Photo credit: Wikipedia)

If you only look closely at this film, you can find out more in it. Every character seems to be the embodiment of a part of the American 1930’s society, the same society that La Cava, a successful director who discontented producers with his habit of rewriting the script day by day while shooting and whit his love for improvisation and alcohol, used to ridicule in his comedies. Richard Barclay is the business-centred capitalist, incapable of any other passion. His sister Gertrude (Katharine Alexander) is the typical Wasp who considers herself part of a kind of an “American aristocracy” and tries to avoid to be contaminated by the rest of the world (she fight with Julia to keep the  shades closed cause “the morning sun fades the carpets”). Julia is the middle class who could revive the society and who should take the lead. And little Annabel, beautifully played by Edith Fellows (who gained a seven-year contract with Columbia  Pictures thanks to this film) is the Youth who risks to be suffocated by tradition (in fact she seems to live secluded in the big house) and need to be educated and stimulated and in fact she said to her aunt “I couldn’t learn anything from you. You don’t know anything!”. Then La Cava also attacks the institution of family representing it, in one of the most beautiful scenes of the film, like a shop-window full of soulless dummies and alcohol seems to be the only remedy able free our real self (a remedy that lead the director in rehab, as we call it today, many times and costs him his career) .

As I told you this is a funny comedy and much more than this, and if you’ve never watched it, or if you want to watch it once more you can try HERE. I promise, you won’t be disappointed.

A few (almost)related movies I hope you like (titles are links, click and watch a clip or a trailer):

Imitation of life USA 1934 Directed by: John M. Sthal. Starring: Claudette Colbert, Warren Williams; Rochelle Hudson.

5th Avenue Girl – USA 1939 Directed by: Gregory La Cava. Starring: Ginger Rogers; Walter Connolly.

The big Store USA 1941 Directed by: Charles Reisner. Starring: Groucho Marx; Chico Marx; Harpo Marx; Margaret Dumont.

Monkey BusinessUSA 1952 Directed by: Howard Hawks. Starring: Cary Garnt; Ginger Rogers; Marilyn Monroe; Charles Coburn.

Nine to FiveUSA 1980 Directed by: Colin Higgins. Starring: Jane Fonda; Lily Thomlin; Dolly Parton; Dabney Coleman.

Working girlUSA 1988 Directed by: Mike Nichols. Starring: Melanie Griffiths; Harrison Ford; Sigourney Weaver.

Shall we danceUSA 2004 Directed by: Peter Chelsom. Starring: Richard Gere; Jennifer Lopez; Susan Sarandon.

Diffidate dei vostri sogni: potrebbero avverarsi!

“Voglio essere amata”, commedia  diretta nel 1935 da Gregory La Cava, come suggerisce il titolo originale (che si può tradurre letteralmente in “Lei ha sposato il suo capo”), racconta la storia della super-efficiente segretaria Julia Scott (Claudette Colbert) segretamente innamorata per sei lunghi anni del suo capo Richard Barclay (Melvyn Douglas), proprietario e manager del famoso Grande Magazzino Barclay di New York, che decide finalmente di prendere l’iniziativa e riesce a sposarlo. Ma la realtà non è mai dolce quanto i sogni, specialmente quando ti tocca convivere con la famiglia Barclay…

English: Studio publicity portrait.

Melvyn Douglas (Photo credit: Wikipedia)

Questo breve riassunto può darvi però un’impressione sbagliata. La Cava, come Cukor, era un regista “delle donne” e molti dei suoi film erano costruiti intorno a forti personaggi femminili. Julia Scott, infatti, non è una ragazza sciocca e con la testa tra le nuvole, siamo negli anni Trenta nel pieno della Grande Depressione, lei è una lavoratrice seria e rispettata (niente a che fare con quelle segretarie dei film degli anni Cinquanta che arrivavano al lavoro più presto perchè il capo si era lamentato della loro “punteggiatura”) e Claudette Colbert, una delle attrici di maggior successo (e più pagate!) della sua generazione, nota anche per essere capace di controllare personalmente la sua carriera, era l’attrice più adatta ad interpretarla. Julia praticamente manda avanti gli affari come un vero manager e dimostra che le stesse qualità che la rendono una buona segretaria possono fare di lei anche una brava moglie quando, con una scusa, riesce finalmente a farsi invitare a Casa Barclay e a riorganizzarne la vita sculacciando la povera Annabel, figlia viziatissima di Richard, licenziando i sevitori ladri e infedeli e diventando nemica mortale di Gertrude la sorella di Richard. In questo modo, e minacciando di lasciare il lavoro per trasferirsi a Parigi su istigazione dell’amica Martha Pryor (Jean Dixon), si guadagna l’amore del suo capo che dopo il matrimonio però mal sopporta  la sua trasformazione in donna di casa dall’aspetto frivolo e rivorrebbe indietro la sua collaboratrice.

Edith Fellows

Edith Fellows (Photo credit: Wikipedia)

Se si gratta un po’ la superficie si scopre che questa storia è molto più di una commedia perché ogni personaggio sembra rappresentare una parte della società americana dell’epoca, quella stessa società che La Cava, regista di successo temuto dai produttori per la sua abitudine di riscrivere giorno per giorno i copioni dei suoi film e per il suo amore per l’improvvisazione e per l’alcol, metteva alla berlina nelle sue commedie. Richard Barclay è il capitalista che pensa solo agli affari, incapace di ogni altra passione. Sua sorella Gertrude (Katharine Alexander) è la tipica Wasp che si sente parte di una sorta di “Aristocrazia americana” e che cerca di evitare contaminazioni esterne (ingaggia una lotta con Julia per tenere le tende delle finestre chiuse perchè “il sole del mattino sbiadisce i tappeti”). Julia è la classe media che potrebbe rianimare la società e che dovrebbe prenderne il controllo. E la piccola Annabel, magnificamente interpretata da Edith Fellows (che grazie a questo film siglò un contratto di sette anni con la Columbia Pictures) è la gioventù che rischia di venire soffocata dalla tradizione (sembra vivere isolata dal mondo nella grande casa) e che ha bisogno di essere educata e stimolata e infatti dice alla zia “Io non posso imparare niente da te. Tu non sai niente!”. La Cava poi se la prende anche con la famiglia in quanto istituzione, e in una delle scene più belle del film, la paragona ad una vetrina piena di manichini senz’anima e l’alcol sembra essere l’unico rimedio capace di liberare il vero Io (un rimedio che però condusse diverse volte il regista in riabilitazione, come diremmo oggi, e che gli costò la carriera).

Insomma, come vi ho detto questo film non è solo una commedia divertente, è molto di più, e se non l’avete mai visto, o volete rivederlo (e capite bene l’inglese…) potete provare QUI. Ve lo prometto, non resterete delusi.

Alcuni film (quasi)collegati che spero vi piacciano (i titoli sono link, cliccateli per vedere una scena o il trailer del film):

Lo specchio della vita USA 1934 Diretto da: John M. Sthal. Con: Claudette Colbert, Warren Williams; Rochelle Hudson.

La ragazza della Quinta Strada – USA 1939 Diretto da: Gregory La Cava. Con: Ginger Rogers; Walter Connolly.

Il Bazar delle follie USA 1941 Diretto da: Charles Reisner. Con: Groucho Marx; Chico Marx; Harpo Marx; Margaret Dumont.

Il magnifico scherzoUSA 1952 Diretto da: Howard Hawks. Con: Cary Garnt; Ginger Rogers; Marilyn Monroe; Charles Coburn.

Dalle nove alle cinque orario continuatoUSA 1980 Diretto da: Colin Higgins. Con: Jane Fonda; Lily Thomlin; Dolly Parton; Dabney Coleman.

Una donna in carrieraUSA 1988 Diretto da: Mike Nichols. Con: Melanie Griffiths; Harrison Ford; Sigourney Weaver.

Shall we danceUSA 2004 Diretto da : Peter Chelsom. Con: Richard Gere; Jennifer Lopez; Susan Sarandon.

About Ella V

I love old movies, rock music, books, art... I'm intrested in politics. I adore cats. I knit...

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