Finally the labour market’s reform has been presented and there’s some little change. Dismissals for economic reasons will be easier, but if those reasons conceal discrimination a judge will be able to reinstate the worker, a thing that the minister of welfare, Elsa Fornero, always claimed as impossible while preparing the reform. The parliamentary left party (PD) and Trade Unions seem satisfied, though CGIL (the most representative union) is not completely convinced and says it will wait the parliamentary debate upon the reform to take a decision about the already announced general strike. Emma Marcegaglia, the almost former President of the Italian employers’ lobby Confindustria, is furious: in a Financial Times’ interview she called the reform “very bad”, saying it is no longer what agreed. The right party PDL says that they’ll change the text of this reform during the parliamentary debate (just a few days ago they said that this reform should be approved without changes). And SuperMario? Well, the Italian Prime minister, with his usual sobriety, immediately tried to calm down the employers and the right declaring that reinstatements will be rare and only applied to “extreme situations” (?!?!?), which means, if I’m right, that reinstatements will be practically impossible. But those explanation have not reassured the Wall Street Journal, that saying Super Mario is no more the Italian Thatcher (a thing Monti claims he never wanted to be), calls the reintroduction of reinstatements a victory for those who would like to see Italy ending up like Greece (for this American newspaper the left and Trade unions). Apparently for WSJ also a formal concession to workers’ demand is an unforgivable weakness. Is it possible that after causing an economic global crisis Markets are trying to use it to dismantle, here in Europe, what’s left of Welfare State, worker’s rights and Trade unions?

Finalmente la riforma del mercato del lavoro è stata presentata e ci sono dei piccoli cambiamenti. I licenziamenti per ragioni economiche saranno più facili, ma se tali ragioni dovessero in realtà nascondere una discriminazione un giudice potrà sancire il reintegro del lavoratore nel suo posto di lavoro, una cosa che il ministro del lavoro ha sempre proclamato impossibile durante le trattative. Il PD ed i sindacati sembrano soddisfatti delle modifiche, anche se la CGIL non completamente convinta dice di voler attendere gli sviluppi del dibattito parlamentare prima di decidere se confermare o revocare lo sciopero generale già annunciato. Emma Marcegaglia, la quasi ex Presidente di Confindustria è furiosa: in un’intervista al Financial Times definisce la riforma “pessima” e dice che non rispecchia più quanto concordato. Il PDL infine dice di volere modificare la riforma, che fino a pochi giorni fa era da approvare senza riserve, nel corso del dibattito parlamentare. E Super Mario? Bene, Il Presidente del Consiglio, con la sua solita sobrietà, ha immediatamente cercato di rassicurare gli imprenditori e la destra dichiarando che i reintegri saranno comunque rari e applicati solo in “casi estremi” (?!?!?), che poi vuol dire, se non mi inganno, che i reintegri saranno praticamente impossibili. Queste spiegazioni non hanno certo tranquillizzato il Wall Street Journal, che dopo essersi rimangiato il paragone tra Monti e Margaret Thatcher (ma il Presidente del consiglio dice di non aver mai voluto essere la Thatcher italiana), afferma che la riproposizione dei reintegri è una vittoria di chi vuol portare l’Italia verso il baratro Greco (per il giornale americano sinistra e Sindacati). A quanto pare per il WSJ anche un cedimento formale alle richieste dei lavoratori è imperdonabile. È possibile che, dopo avere provocato una crisi economica globale, i Mercati stiano cercando di sfruttarla per smantellare in Europa quello che resta dello stato sociale e dei diritti dei lavoratori, sindacati compresi?

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About Ella V

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  1. [...] Modern Times (knittednotes.wordpress.com) [...]

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